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Allarme Oro 2026: Le riserve della Germania devono essere ritirate dagli USA?

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Nils Gregersen
25 gennaio 2026
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La mappa geopolitica mondiale è cambiata e, con essa, la fiducia nelle vecchie alleanze. Un tema a lungo discusso solo nei forum di nicchia sta ora raggiungendo il mainstream politico a Berlino: la sicurezza delle riserve d'oro tedesche negli USA.

Con 3.378 tonnellate, la Germania possiede il secondo tesoro aureo più grande al mondo – una garanzia di stabilità in tempi incerti. Tuttavia, una parte gigantesca di esso, esattamente 1.236 tonnellate per un valore di circa 164 miliardi di euro, non si trova a Francoforte, bensì nei sotterranei della Federal Reserve (Fed) a New York.

La politica di difesa della FDP, Marie-Agnes Strack-Zimmermann, ha ora innescato un dibattito che sta dando grattacapi alla Bundesbank: questo oro è ancora al sicuro sotto la presidenza di Donald Trump, o rischia di diventare una "pedina di scambio" politica?

Lo Status Quo: dove si trova realmente il nostro oro?

Per comprendere la gravità della situazione, vale la pena dare un'occhiata agli attuali depositi (dati all'inizio del 2026):

  • Francoforte (Bundesbank): 1.710 tonnellate (ca. 50,6 %) – Qui la Germania ha il pieno controllo fisico.
  • New York (Fed): 1.236 tonnellate (ca. 36,6 %) – Il pomo della discordia.
  • Londra (Bank of England): 432 tonnellate (ca. 12,8 %) – In quanto principale piazza mondiale per il commercio dell'oro.

Storicamente, l'oro veniva depositato all'estero per proteggerlo da un eventuale accesso dall'Est durante la Guerra Fredda. Ma i critici sostengono: la Guerra Fredda è finita e la nuova minaccia è l'imprevedibilità del più stretto alleato.

La critica: „Non più sostenibile“

Le richieste della politica sono chiare. Strack-Zimmermann ha avvertito su Spiegel e al Tagesspiegel che la Germania non ha un "controllo fisico illimitato" sulle scorte a New York. La sua preoccupazione: in una guerra commerciale o in un conflitto diplomatico, il governo degli Stati Uniti potrebbe negare l'accesso all'oro.

„Già domani potrebbe accadere che improvvisamente il governo americano dica: 'Ora tratteniamo le riserve auree come pegno'.“ – Wolfgang Wrzesniok-Roßbach, esperto d'oro (citato via ARD/Tagesschau)

Anche i Verdi ed esperti come l'ex capo della ricerca della Bundesbank, Emanuel Mönch, si pronunciano sull'Handelsblatt a favore di una maggiore indipendenza strategica. L'argomento: l'oro è una vera riserva solo se vi si può accedere fisicamente in caso di emergenza.

Il controllo dell'audit: l'oro è ancora lì?

Questa è la domanda che tormenta i teorici della cospirazione da decenni, ma che ora si pongono anche analisti sobri. Quando è stato contato l'oro l'ultima volta per davvero?

La Bundesbank sottolinea costantemente di avere piena fiducia nella Fed. Tra il 2013 e il 2017, nell'ambito di un rimpatrio parziale, circa 300 tonnellate sono state portate da New York a Francoforte. In questi lingotti non sono state riscontrate irregolarità. Tuttavia, rimane un punto critico:

  • Nessun audit completo: non esiste una conferma pubblica del fatto che le delegazioni tedesche abbiano accesso non annunciato a tutte le 1.236 tonnellate a New York per inventariarle fisicamente e verificarne l'autenticità.
  • Carta vs. Fisico: i critici temono che le riserve auree possano essere state prestate più volte attraverso operazioni di leasing delle banche centrali. Se la Germania richiedesse indietro il suo oro, la Fed potrebbe doverlo acquistare sul mercato.

Scenario: cosa succede in caso di un ritiro completo?

Perché il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, non riporta semplicemente l'oro a casa? La risposta risiede nella geopolitica e nei meccanismi di mercato.

1. Conseguenze per gli USA e il dollaro

Un ritiro completo delle riserve tedesche sarebbe un caso diplomatico. Sarebbe l'ultimo voto di sfiducia della più grande economia europea contro il dollaro USA e il governo degli Stati Uniti. Ciò potrebbe:

  • Indebolire lo status del dollaro USA come valuta di riserva mondiale.
  • Incoraggiare altre nazioni a ritirare a loro volta le proprie riserve (effetto domino).
  • Portare le relazioni tra Berlino e Washington sotto Trump al punto di congelamento.

2. Conseguenze per la Germania

La Bundesbank argomenta in modo pragmatico: l'oro a New York serve alla liquidità. Poiché il commercio dell'oro a livello mondiale avviene principalmente in dollari USA, l'oro in loco a New York può essere scambiato con valuta estera in pochi secondi per sostenere il cambio. Se l'oro fosse a Francoforte, dovrebbe prima essere trasportato fisicamente – un incubo logistico in una crisi.

Conclusione: fidarsi è bene, controllare è meglio

Il dibattito sull'oro tedesco mostra chiaramente una cosa: in un mondo in cui vige l'"America First", anche gli stati europei devono abbandonare la loro ingenuità. L'oro a cui non si ha accesso diretto è, in caso di emergenza, solo una promessa su carta.

Ciò che vale per lo Stato, vale a maggior ragione per l'investitore privato. Certificati, ETF o conti in oro presso una banca sono comodi, ma comportano sempre un rischio di controparte. Se persino la Repubblica Federale Tedesca deve temere per l'accesso alla sua proprietà, quanto vi sentite sicuri con un semplice diritto su carta?

La soluzione è la proprietà fisica. Con la Spargold App vi rendete indipendenti dai giochi geopolitici. Acquistate oro e argento fisico reale, che viene custodito in modo sicuro per voi – ma rimane sempre al 100% di vostra proprietà legale. Niente scartoffie, nessun accesso di terzi. Portate la vostra "riserva d'oro" personale sotto il vostro controllo.


Rimanete sovrani,

Il vostro Nils Gregersen

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