L'ETF MSCI World è considerato il „Sacro Graal“ dell'investimento passivo. Influencer finanziari, consulenti bancari e quasi ogni guida al risparmio lo raccomandano come la soluzione definitiva „senza pensieri“ per la creazione di ricchezza. La tesi sembra semplice: si acquista il mondo intero e si beneficia della crescita economica globale.
Tuttavia, sotto il cofano del popolare indice si stanno accumulando rischi che molti investitori sottovalutano. L'MSCI World è davvero così sicuro come tutti sostengono? O stiamo correndo ciecamente verso una „bolla passiva“? In questo articolo esaminiamo i lati oscuri dell'ETF globale e presentiamo alternative per rendere il vostro portafoglio a prova di crisi.
Il nome „MSCI World“ suggeriert un'ampia diversificazione in tutto il globo. Chi investe qui spesso crede di aver diversificato il proprio rischio in modo ottimale. Tuttavia, uno sguardo all'attuale factsheet (a fine 2024) mostra un quadro completamente diverso.
La quota di azioni statunitensi nell'MSCI World è ormai superiore al 70 percento. Per fare un confronto: prima della crisi finanziaria del 2008, questo valore era inferiore al 50 percento. Di fatto, con un ETF MSCI World non si acquista un portafoglio globale, bensì un fondo statunitense con una piccola aggiunta europea e giapponese.
Il rischio: se l'economia statunitense dovesse indebolirsi o se il dollaro USA dovesse perdere massicciamente valore rispetto all'euro, ciò colpirebbe il vostro portafoglio presumibilmente „globale“ con tutta la sua forza. Una diversificazione geografica volta a proteggere gli investitori dal declino di una singola nazione è ormai quasi inesistente.
Ancora più drammatica è la concentrazione su pochi singoli titoli. Le 10 posizioni principali nell'MSCI World rappresentano ormai circa il 27-28 percento del peso totale dell'indice. Ciò significa che un quarto del vostro denaro è investito in una manciata di aziende.
Tra questi titoli principali figurano quasi esclusivamente giganti tecnologici statunitensi come:
Gli esperti avvertono di un enorme „rischio bolla“ nel settore dell'Intelligenza Artificiale (IA). Le valutazioni di queste aziende sono astronomicamente alte. Se l'euforia per l'IA dovesse subire una battuta d'arresto o se i titoli tecnologici dovessero correggere (come durante il crash delle dot-com nel 2000), ciò trascinerebbe verso il basso l'intero MSCI World. Chi crede di essere ampiamente diversificato è in realtà estremamente dipendente dall'umore della Silicon Valley.
Michael Burry, l'investitore reso celebre dal film The Big Short per aver previsto la crisi immobiliare del 2008, mette in guardia da anni contro una bolla degli ETF.
La sua tesi: a causa del massiccio afflusso negli ETF passivi, il denaro degli investitori confluisce ciecamente nelle aziende più grandi senza che avvenga una reale determinazione dei prezzi. Ciò gonfia artificialmente le valutazioni dei grandi gruppi, mentre le aziende più piccole („Small Caps“) vengono trascurate. Se il sentiment dovesse cambiare e tutti volessero uscire contemporaneamente dall'„uscita di emergenza“ – vendendo cioè le proprie quote di ETF –, la liquidità potrebbe prosciugarsi e i prezzi potrebbero crollare in modo più drammatico di quanto previsto dai modelli storici.
Chi risparmia con l'MSCI World per la pensione, per i figli o per i nipoti deve pensare in termini di decenni. Qui entra in gioco il più grande rischio macroeconomico: il debito pubblico degli Stati Uniti.
Gli Stati Uniti siedono su una montagna di debiti che cresce in modo esponenziale. Le previsioni indicano che il debito potrebbe salire a oltre il 130% del PIL nei prossimi 10-20 anni. Storicamente, per gli stati altamente indebitati ci sono spesso solo due vie d'uscita:
Per voi, in quanto investitori in euro, lo scenario 2 comporta un massiccio rischio di cambio. Se il dollaro USA perde potere d'acquisto a lungo termine, il rendimento reale del vostro ETF incentrato sugli USA svanisce. A cosa serve un guadagno dell'8% in dollari se il dollaro perde contemporaneamente il 10% del suo valore?
L'MSCI World non è un cattivo prodotto, ma non è il rimedio universale privo di rischi per cui viene spesso spacciato. Le critiche di esperti e media come l' Handelsblatt o ExtraETF sono giustificate: il rischio di concentrazione USA e tecnologia è reale.
Per rendere il vostro portafoglio veramente „a prova di intemperie“, dovreste guardare oltre l'MSCI World:
I numeri non mentono – ma raccontano storie diverse a seconda del periodo considerato. Uno sguardo alle performance degli ultimi anni mostra che chi ha puntato solo sull'MSCI World ha ottenuto guadagni solidi, ma le vere "ancore di sicurezza" come l'oro hanno spesso registrato risultati sorprendentemente forti nei periodi di crisi e nel medio termine.
Ecco un confronto del rendimento totale (Total Return in euro) su diversi periodi di tempo:
| Asset / ETF | 1 anno | 5 anni (totale) | 10 anni (totale) | Profilo di rischio |
|---|---|---|---|---|
| ETF MSCI World | ca. +20% | ca. +85% | ca. +160% | Alto (mercato azionario, focus USA) |
| S&P 500 (USA) | ca. +25% | ca. +115% | ca. +245% | Molto alto (solo USA, tech-heavy) |
| Oro (in euro) | ca. +44% | ca. +135% | ca. +260% | Medio (protezione valutaria) |
| Argento (in euro) | ca. +66% | ca. +140% | ca. +120% | Alto (volatile, metallo industriale) |
| Bitcoin | ca. +70% | ca. +950% | > 10.000% | Estremo (rischio di perdita totale) |
*Nota: i valori sono approssimazioni storiche (in euro) e non includono commissioni di acquisto o tasse. Gli sviluppi passati non sono garanzia di risultati futuri.
Proprio in tempi di debito record e bolle tecnologiche emerge il vero valore di oro e argento. A differenza delle azioni o degli ETF, i metalli preziosi fisici non presentano rischi di controparte. Non possono fallire e da millenni sono la protezione collaudata contro la svalutazione monetaria e le orge di debito statale.
Mentre l'MSCI World vive delle promesse del futuro (IA, crescita tecnologica), l'oro è l'assicurazione nel caso in cui queste promesse non vengano mantenute. Una sana aggiunta di metalli preziosi al vostro portafoglio garantisce la stabilità che un portafoglio puramente azionario oggi non può più garantire.
Rimanete lungimiranti,
Il vostro Nils Gregersen
