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Aggiornamento sul prezzo dell'argento: tra il sollievo della Fed e lo shock di Trump – la soglia dei 100 dollari è vicina?

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Nils Gregersen
3 maggio 2026
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Aggiornamento sul prezzo dell'argento: tra il sollievo della Fed e lo shock di Trump – la soglia dei 100 dollari è vicina?

Il mercato dell'argento guarda indietro a una settimana di scambi turbolenta, in cui il sollievo per l'ultima decisione della Fed ha stabilizzato le quotazioni, portandole sopra l'importante soglia dei 75 dollari. Mentre le nuove minacce di dazi dagli USA e un persistente deficit strutturale di offerta creano un potenziale di rialzo altamente esplosivo, gli analisti avvertono al contempo di una fase laterale volatile. Scoprite in questa analisi se l'attuale intreccio tra geopolitica e boom degli investimenti sia sufficiente per spingere l'argento in modo sostenibile verso la soglia dei 100 dollari.


Il finale di settimana infonde speranza: svanisce la paura della Fed

Questa settimana gli investitori hanno guardato con grande trepidazione alla Federal Reserve, la banca centrale statunitense. Il timore era che comunicati formulati in modo inaspettatamente hawkish potessero scuotere i mercati. Tuttavia, il sollievo è stato tangibile quando è apparso chiaro che non ci sarebbero state brutte sorprese. Il Dax, il Dow Jones e il Nasdaq hanno reagito positivamente, e anche i metalli preziosi hanno tirato un sospiro di sollievo.

L'andamento dei prezzi evidenzia la tensione: poco prima dell'annuncio, il prezzo dell'argento rischiava ancora di scivolare sotto la soglia dei 70 dollari USA. Nella seconda metà della settimana è seguita l'inversione di tendenza. Con una chiusura settimanale superiore ai 75 dollari USA, l'argento si è guadagnato un'ottima posizione di partenza per i prossimi giorni di contrattazione.

Trump, dollaro USA e rendimenti obbligazionari: uno scenario esplosivo

Due fattori hanno dato all'argento il necessario respiro alla fine della settimana:

  • Rendimenti obbligazionari in calo: i rendimenti dei titoli di Stato USA a 10 anni sono scesi nuovamente sotto la soglia critica del 4,4%, dopo una breve incursione al di sopra di essa.
  • Dollaro USA più debole: l'indice del dollaro USA ha ceduto, chiudendo la settimana a circa 98 punti, dopo che in precedenza si era temuto un test della soglia dei 100 punti.

Ma il vero potenziale esplosivo risiede nella geopolitica. Donald Trump ha sorpreso minacciando dazi del 25% sulle importazioni di auto dall'UE. Se questo conflitto doganale dovesse intensificarsi, le contromisure dell'UE sono certe. Uno scenario del genere richiama alla mente le violente reazioni del mercato di gennaio 2026 – all'epoca l'argento fu uno dei maggiori beneficiari dell'incertezza.

Il parere degli analisti: tra fase laterale e decollo

Nonostante l'attuale forza, alcuni esperti invitano alla cautela. Mike McGlone, Senior Market Strategist presso Bloomberg Intelligence, vede l'argento in un possibile movimento laterale a lungo termine. Secondo la sua valutazione, il prezzo potrebbe rimanere per anni in un intervallo compreso tra 50 e 100 dollari USA.

McGlone traccia parallelismi con l'anno 2011 e avverte dell'estremamente alta volatilità, che attualmente è cinque volte superiore a quella dell'S&P 500. Tuttavia, anch'egli ritiene possibile un nuovo aumento verso i massimi di gennaio (circa 116 USD), a condizione che la dinamica persista.

Deficit strutturale: il pilastro fondamentale

L'attuale studio annuale del Silver Institute continua a fornire argomenti ai rialzisti. Per l'anno in corso è previsto un deficit di offerta di 46,3 milioni di once. Sebbene si preveda un calo della domanda industriale (in particolare nel settore fotovoltaico di circa il 19%), la domanda di investimento compensa ampiamente questa flessione:

Secondo Metals Focus, la domanda di investimento dovrebbe crescere del 18%. In particolare, gli ETF sull'argento con copertura fisica si stanno rivelando i principali motori dei prezzi, analogamente a quanto accaduto nel drammatico gennaio di quest'anno.

Speranze sui tassi vs. protezione dall'inflazione

Attualmente l'argento (XAG/USD) quota intorno ai 76,00 USD. Il metallo prezioso si muove in un campo di tensione: da un lato, la politica monetaria della Fed rimane restrittiva con un intervallo dei tassi tra il 3,5% e il 3,75% ("higher for longer"), il che aumenta il costo opportunità per l'argento. Dall'altro, l'aumento dei prezzi dell'energia e le tensioni geopolitiche in Medio Oriente alimentano i timori inflazionistici.

In questo contesto, l'argento è sempre più ricercato come "bene rifugio" e protezione contro l'inflazione. Gli esperti della Fed, come Lorie Logan e Neel Kashkari, lasciano aperta la porta a ulteriori inasprimenti, ma è proprio questa incertezza che spesso spinge gli investitori verso i beni reali.

Conclusione: l'argento è pronto per un rally intermedio

Dopo la correzione durata diverse settimane, i segnali indicano una ripresa. Affinché la strada verso i 100 dollari USA sia libera, l'argento deve ora superare in modo sostenibile l'ostacolo tecnico degli 80 dollari USA. Al ribasso, i 70 dollari offrono protezione; solo una caduta sotto i 60 dollari annullerebbe lo scenario rialzista.

Gli investitori dovrebbero inoltre tenere d'occhio i produttori di argento. Azioni come Fresnillo, Pan American Silver, Hecla Mining o Coeur Mining sono state pesantemente penalizzate durante la correzione e offrono ora un potenziale di ripresa proporzionalmente maggiore in caso di aumento del prezzo dell'argento.

Restate lungimiranti

Il vostro Nils Gregersen

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