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Volume record CME 2025: perché i metalli preziosi dettano il ritmo e la volatilità diventa la nuova normalità

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Helge Ippensen
12 febbraio 2026
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Volume record CME 2025: perché i metalli preziosi dettano il ritmo e la volatilità diventa la nuova normalità

Il 2025 è stato l'anno dei derivati sulle materie prime – e i metalli preziosi sono stati al centro

Il Chicago Mercantile Exchange (CME) riporta un anno record nel trading di materie prime per il 2025. Ciò che colpisce non è tanto il termine generico "materie prime", quanto il focus: il business dei metalli è cresciuto in modo particolarmente forte e, all'interno dei metalli, sono stati soprattutto i metalli preziosi a fare la differenza. Proprio lì, dove gli investitori privati e istituzionali cercano da anni protezione contro la perdita di potere d'acquisto, i rischi geopolitici e l'incertezza valutaria, l'attività è aumentata in modo più marcato.

I dati del CME, ripresi dall'Handelsblatt, mostrano chiaramente il modello: i metalli sono cresciuti significativamente rispetto all'anno precedente, i metalli preziosi ancora di più. Allo stesso tempo, è cresciuta la domanda di opzioni – ovvero strumenti con cui i partecipanti al mercato gestiscono in modo mirato le fluttuazioni dei prezzi.

I numeri record sono un segnale – ma non significano automaticamente "sicurezza"

Un errore comune è pensare che: quando l'oro "corre", la situazione si calmi perché molti lo considerano un bene rifugio. La realtà in questo ciclo è diversa. Più partecipanti al mercato scambiano in tempi brevi, più i movimenti possono diventare forti – sia al rialzo che al ribasso. È esattamente ciò che descrive la dinamica recente: la domanda di hedging, il maggiore accesso retail e una reazione molto rapida alle notizie portano a un mercato in cui la copertura stessa può diventare il motore del movimento.

Un esempio sono gli adeguamenti dei margini: all'inizio di febbraio, il CME ha nuovamente aumentato i requisiti di margine per i future su oro e argento, dopo diversi adeguamenti avvenuti in rapida successione. Per i future sull'oro COMEX, i requisiti per determinati profili di conto sono passati dall'8% al 9%, per l'argento dal 15% al 18% – un chiaro indizio che la borsa sta gestendo attivamente il rischio derivante dalla volatilità.

Cosa è successo esattamente al CME nel 2025?

Le variazioni riassunte nell'Handelsblatt mostrano quanto sia stata ampia la spinta – e dove sia stata più forte.

Segmento (CME, variazione 2025 rispetto all'anno precedente) Variazione
Metalli +34%
di cui: Metalli preziosi +56%
Segmento clienti Retail +34%
Opzioni Energia +16%
Trading di materie prime Futures +12%
Opzioni Agricoltura +10%
Opzioni Metalli +7%

Questa struttura è degna di nota: i metalli preziosi crescono più del complesso dei metalli nel suo insieme. E anche il segmento retail cresce in modo significativo, il che tipicamente cambia la meccanica del mercato, poiché il posizionamento, gli orizzonti temporali e le velocità di reazione diventano più eterogenei.

Volatilità: il prezzo dell'attenzione

La volatilità non è solo "irrequietezza", ma l'espressione misurabile dell'incertezza e della pressione di posizionamento. Nei grafici dell'Handelsblatt viene mostrata una volatilità a 90 giorni, che per l'argento risulta significativamente più alta rispetto all'oro – e mostra a tratti oscillazioni estreme. Ciò si adatta a un mercato in cui l'argento è contemporaneamente narrativa d'investimento e metallo industriale, reagendo così più fortemente ai segnali congiunturali e di rischio.

Volatilità (esempio dall'analisi a 90 giorni) Livello
Oro (valore attuale nella rappresentazione) 33,5%
Argento (valore attuale nella rappresentazione) 87,7%
Rame (valore attuale nella rappresentazione) 33,9%
Media a 5 anni Oro 15,2%
Media a 5 anni Argento 28,3%
Media a 5 anni Rame 26,7%

Il messaggio principale non è il numero esatto in un singolo giorno, ma la direzione: la volatilità è significativamente superiore alle medie a lungo termine – specialmente per l'argento.

Micro-contratti e opzioni: perché gli strumenti contribuiscono a plasmare il mercato

Parallelamente all'attività record, emerge una seconda tendenza: il CME introduce contratti che facilitano l'accesso. Ad esempio, a fine gennaio è stato registrato un nuovo record nei future e nelle opzioni sui metalli e, nel contesto di una forte domanda retail, è stata annunciata l'introduzione di un future sull'argento da 100 once (lancio all'inizio di febbraio, soggetto a revisione normativa).

Anche il lato delle opzioni sta crescendo visibilmente: un aggiornamento del CME sulle opzioni sui metalli descrive un'elevata attività media giornaliera (ADV) per le opzioni sull'oro all'inizio del 2026 e fa riferimento a un forte trimestre precedente nel 2025. Quando più partecipanti al mercato utilizzano le opzioni, tipicamente aumentano anche i flussi di copertura, che possono amplificare i movimenti nelle fasi frenetiche.

Cosa significa questo per gli investitori che vedono i metalli preziosi come un'ancora patrimoniale?

In un contesto in cui volumi record e sbalzi di prezzo improvvisi si verificano contemporaneamente, una distinzione diventa più importante: il movimento dei prezzi è un segnale di mercato, ma non è sinonimo di stabilità. Chi considera l'oro e l'argento nel contesto dell'inflazione, dei tassi d'interesse e dell'incertezza geopolitica dovrebbe quindi separare due livelli: la funzione a lungo termine come asset reale e la meccanica di mercato a breve termine, influenzata da derivati, margini e posizionamento.

Proprio i recenti aumenti dei margini dimostrano che: quando la volatilità aumenta, aumentano anche i requisiti per la gestione del rischio – e questo influisce a sua volta sulla liquidità e sulla negoziabilità. Per gli investitori privati, ciò significa soprattutto definire chiaramente il proprio orizzonte temporale e la propria capacità di rischio, invece di lasciarsi trascinare dalle oscillazioni a breve termine.

Mantenete una visione lungimirante

Il vostro Helge Peter Ippensen

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